martedì 17 gennaio 2012

La crisi economica affrontata in un’opera suggestiva e tristemente attuale

Una vicenda che è lo specchio dei tempi. Nicola Ranieri (Pierfrancesco Favino) è il proprietario di una fabbrica, ereditata dal padre, che adesso si trova a un passo dal fallimento. L’uomo non può più ottenere prestiti bancari per risolvere la situazione finanziaria dell’impresa ed è sommerso dai debiti. Assediato dagli operai che chiedono certezze per il futuro e dalla moglie (Carolina Crescentini) sempre più distante, Nicola dovrà fare i conti con le avversità economiche e quelle sentimentali. Ambientato in una Torino fredda, dai toni grigi, quasi in bianco e nero, il regista Giuliano Montaldo porta al cinema "L’industriale", un mélo suggestivo e attuale che rispecchia in tutta la sua drammaticità il momento di difficoltà e incertezze che sta vivendo l'Italia. Un potente affresco che interpreta alla perfezione la duplice realtà di questa società allo sfascio che vede degrado e povertà da una parte, lusso sfrenato e alta finanza senza scrupoli dall’altra. L’ottima sceneggiatura di Andrea Purgatori scava nell’intimo dei personaggi e risalta il sapore amaro del fallimento. Bellissima la fotografia di Arnaldo Catinari. Un film da vedere per riflettere.
J.

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