“Morte di un maestro del tè”, titolo originale: Sen no Rikyu, è un film giapponese del 1989 (Leone d'argento a Venezia) diretto dal regista Kei Kumai dedicato alla vita del maestro del tè Sen no Rikyu, tratto dal romanzo “Honkakubo ibun” (le memorie del monaco Honkaku) di Yasushi Inoue. Ventisette anni dopo la morte del maestro Rikyu, Honkakubo e Urakusai, due dei suoi discepoli, cercano di ricostruire l’ultimo periodo di vita del sensei rievocando avvenimenti e fatti che lo hanno portato al suicidio rituale (Seppuku). Rikyu (Toshiro Mifune), primo cerimoniere di corte per il sovrano Hideyoshi cercò attraverso la sua arte di far comprendere lo “spirito” della cerimonia stessa, un messaggio di armonia e di rispetto assoluto. Dopo un sofferto compromesso con il potere politico, Rikyu privato della dignità e condannato all'esilio non vide altra possibilità che un ultimo estremo gesto di protesta scegliendo la morte. Basato su figure realmente esistite Morte di un maestro del tè mostra aspetti, gesti e filosofie di vita tipiche della tradizione nipponica, assai lontane dal mondo occidentale e per questo forse di difficile comprensione. Kumai regala un film elegante e scandito da ritmi ormai perduti di un’epoca lontanissima in netto contrasto con la frenesia e la superficialità dei tempi moderni. Uno spettacolo per gli occhi e per la mente destinato a pochi.
J.
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