giovedì 8 settembre 2011

“Scream 4”, attacco alla Net Generation. A quindici anni dal primo atto, tra nostalgia e nuove evoluzioni

Sopra, la locandina del film
Sono passati quindici anni dalla prima apparizione di Ghostface, un misterioso assassino mascherato che aveva sconvolto la tranquillità della cittadina americana di Woodsboro con una serie di cruenti omicidi. Proprio in occasione di questa ricorrenza Sidney Prescott (Neve Campbell), scampata all’epoca della mattanza e divenuta una scrittrice di successo, decide di ritornare nella città natale per celebrare l’ultima tappa del suo tour editoriale in cui presenterà il best seller di auto-aiuto “Fuori dall'oscurità”, un manuale scritto in seguito ai traumi che hanno segnato la sua vita. A Woodsboro Sidney non ritrova solo i vecchi amici Linus Riley (David Arquette), divenuto sceriffo e sua moglie, l’ex-giornalista Gale Weathers (Courtney Cox) ma anche la giovane cugina Jill Roberts (Emma Roberts). Con il suo rientro ricominciano gli efferati delitti del serial killer che per l’occasione riprende maschera e coltello e torna a mietere vittime, cominciando da un paio di studentesse del liceo locale dove studia Jill, anche se l'obiettivo principale resta sempre Sidney.In Scream 4, nuovo intricato capitolo della fortunata saga horror diretta dal maestro del brivido Wes Craven e scritta da Kevin Williamson in cui ritroviamo i tre protagonisti storici Campbell, Cox e Arquette, la storia è ambientata undici anni dopo Scream 3: Gli omicidi da allora si sono fermati, tuttavia la passione per il serial killer mascherato non si è mai attenuata nel mondo reale come in quello cinematografico. Un esilarante prologo introduce il film, cambiano le regole con nuove evoluzioni, con ironia si muore e man mano che la trama prende forma e i sospettati aumentano come i cadaveri. Scream torna con successo per prendersi in giro, ma senza scadere nel banale o prevedibile, riuscendo a regalare massicce dosi di divertimento e suspense. Con irriverenza Craven riporta la pellicola alle origini giocando e imprimendo alla storia un ritmo sostenuto, ricco di situazioni irreali, camei e citazioni. L’opera non esclude pesanti critiche ai social network e lancia una denuncia al mondo mediocre della gioventù americana, sempre più attratta dal macabro, dalla visibilità mediatica e dalla costante brama di successo. Un film brutale, intelligente e divertente dove “La tragedia di una generazione è lo scherzo di quella successiva”. Il regista lascia una porta aperta su un possibile seguito e al pubblico non resta che attendere che un nuovo gioco di sangue abbia inizio.

J.
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