sabato 14 gennaio 2012

Non avere paura del buio, nell’opera di Nixey e del Toro gli incubi dell'infanzia si nascondono in cantina

La piccola e solitaria Sally Hurst (Bailee Madison) viene mandata a vivere col padre Alex (Guy Pearce) e la sua nuova compagna Kim (Katie Holmes) in un’imponente e tetra villa vittoriana nel Rhode Island. La bambina inizia a esplorare la residenza scoprendo una cantina segreta, nel quale un secolo prima era misteriosamente scomparso il costruttore della casa. Sally involontariamente libera delle creature maligne pronte a tutto pur di trascinarla nell’oscurità dell’antico maniero, sempre più isolata, la giovane cercherà di convincere il padre e Kim dell’esistenza delle terrificanti presenze e del pericolo che incombe su tutti loro. Guillermo del Toro (Il labirinto del Fauno) qui in veste di produttore e sceneggiatore, si avvale della regia dell’esordiente Troy Nixey per questo remake dell’omonimo film per la tv del lontano 1973: Non avere paura del buio, favola horror di derivazione classica, che più classica non si può, dove i “mostri” come negli incubi della nostra infanzia sono nascosti nel buio della cantina. L’azzeccata atmosfera gotica, la fotografia spettrale e ossessiva e alcune scene di alta tensione al limite dello splatter, sono gli unici pregi di questa pellicola che non convince del tutto. Buona la prima parte dell’opera ricca di suspense e di elegante accuratezza visiva, ma il ritmo iniziale ben presto lascia spazio a un’ironia forzata e fuori luogo. Troppo debole la direzione di Nixey che non curando i dettagli, incappa in vere e proprie cadute di stile al limite del ridicolo. Un film dark fantasy consigliato agli amanti del genere.

J.
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