mercoledì 4 gennaio 2012

Sherlock Holmes, l’indagine riesce Il sequel del primo episodio coglie nel segno: merito anche di un cast di prim’ordine

Si è fatto desiderare due anni il tanto atteso sequel dell’investigatore più famoso del mondo creato da Sir Arthur Conan Doyle e, alla fine, il secondo capitolo dal titolo Sherlock Holmes: Gioco di Ombre è arrivato sul grande schermo dominando il box office natalizio. In una Londra gotica di fine ‘800 Holmes, fiancheggiato dall’inseparabile compagno di (dis)avventure dottor Watson dovrà affrontare l’antagonista per eccellenza, il professor James Moriarty, matematico geniale dalla spiccata attitudine al crimine. Seguendo l’attraente Irene Adler, Holmes si imbatterà in un intricato e coinvolgente “gioco di ombre” composto da diaboliche e complesse macchinazioni politiche che traghetteranno i valorosi investigatori in un'avventura al cardiopalma attraverso mezza Europa, dalla Francia alla Germania fino alla Svizzera. Per smascherare i piani del perfido professore, si uniranno a loro Sim, una zingara cartomante e un gruppo di suoi compagni nomadi, la neo sposa del dottor Watson, Mary e nientemeno che l’aristocratico fratello del celebre detective. Il regista inglese Guy Ritchie e i produttori Lionel Wigram (autore anche delle splendide graphic novel di entrambe le pellicole) e Joel Silver firmano sapientemente anche questo Sherlock Holmes: A Game of Shadows, affidando al pubblico questa nuova vicenda tutt’altro che elementare, lontana, si, dalla visione tradizionalmente classica, ma esplosivamente anticonvenzionale e più adatta alle nuove generazioni. Squadra che vince non si cambia, cosi Ritchie rinforza la sceneggiatura con i coniugi Mulroney e chiama a rapporto il “vecchio” cast, aggiungendo star di primo livello, come il sorprendente Jared Harris nelle vesti del professor Moriarty, la new entry Noomi Rapace nei panni della gitana e il grande Stephen Fry nei panni del fratello maggiore di Sherlock, Mycroft Holmes, l’autoironia del protagonista Robert Downey Jr e la simpatia della spalla Jude Law mischiata ad una notevole versatilità artistica creano una fortunata intesa attoriale senza precedenti. Immersi in suggestive e, a volte, claustrofobiche ambientazioni, i protagonisti si muovono in sintonia, scoprendo sentimenti e debolezze, tanto che la noia non entra in sala in questo riuscito sequel, in cui gli ingredienti ci sono tutti: c’è ironia, ci sono suspense, colpi di scena e tanta, tanta azione. Lo spettacolo funziona… funziona eccome.


J.
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